A chi interessano gli spazi culturali chiusi di Roma?

A chi interessano gli spazi culturali chiusi di Roma? Molti ne parlano, ma chi se ne occupa davvero?

Tanti luoghi culturali non hanno retto la terribile prova della Pandemia perché si sono trovati soli e privi di adeguate risorse e supporti. Sappiamo che la chiusura di questi luoghi rappresentano una sconfitta per tutta la comunità, la cultura è un bene comune e possiamo affermare con certezza che uno spazio culturale chiuso difficilmente riaprirà. Con più probabilità diventerà una sala bingo, un negozio, un supermercato, etc.

 A chi interessa parlare di spazi culturali chiusi? Chi vuole davvero affrontare il tema del cambio destinazione d’uso degli spazi culturali?

 Roma è una città piena di luoghi chiusi e abbandonati che potrebbero essere affidati alle tante associazioni esistenti: pensiamo ai Forti, all’ex manicomio del S. Maria della Pietà, alle caserme abbandonate, alle ex fabbriche, etc. Noi di Dire Fare Cambiare da mesi stiamo provando a fare richiesta per poter ottenere l’assegnazione di uno spazio in cui fare attività, un luogo dove creare e condividere cultura.  Nel complicato iter di richiesta informazioni per la procedura di assegnazione abbiamo incontrato tante associazioni e organizzazioni nella medesima situazione: poche informazioni e molto confuse che sembrano volte a disincentivare tutti i richiedenti.  Non possiamo non chiederci perché a fronte di tantissimi spazi inutilizzati e abbandonati, sia così difficile ottenere l’assegnazione alle associazioni presenti nei territori.  

Perché preferire che questi luoghi restino chiusi e abbandonati?

Vorremmo sapere davvero a chi interessa questo tema, perché l’offerta culturale nella città di Roma è drasticamente diminuita e a pagarne le spese sono sempre le zone periferiche. Recentemente abbiamo pubblicato la mappatura dei cinema chiusi di Roma, condotta da Silvia Sbordoni che si occupa di arte pubblica all’interno della nostra Associazione e che da anni monitora il conteggio delle sale chiuse (già dal 2011 con il progetto Macine). Il dato che emerge dalla ricerca è più che allarmante, non solo per il fatto in sé della chiusura, ma anche per il cambio di destinazione d’uso: a Roma parliamo di 101 sale di cui i cinema abbandonati o dismessi sono 43, i cinema trasformati in sale bingo, negozi o supermercati sono 53 e solo in rari casi, 5 in totale e su iniziativa di privati, vengono restituiti alla cittadinanza come luoghi culturali con valenza sociale. 

La mappatura dei cinema chiusi di Roma la potete trovare qui: https://direfarecambiare.org/nuovi-cinema-in-paradiso

Gli spazi culturali sono un tema fondamentale per la nostra città e partendo da questa mappatura chiediamo alle Istituzioni competenti di mantenere alta l’attenzione sull’importanza di preservare e tutelare tutti gli spazi culturali con particolare attenzione alle periferie. 

Ogni cinema, ogni libreria, ogni teatro, ogni spazio culturale è un bene comune e chiediamo al/alla futuro/a sindaco/a di Roma di garantirlo a ogni cittadino/a della nostra città.

La cultura è la base di una società all’altezza di tutti/e, a chi interessa tutto questo? 

Dire Fare Cambiare Aps

Contatti stampa: press@direfarecambiare.org

www.direfarecambiare.org

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